sabato 2 novembre 2013

Tassa rifiuti, aumenti fino al 600% sui negozi Casa, tre mesi di ingorgo fiscale. Rischio pagamento parziale della seconda rata Imu

OMA — Dura stangata per la
tassa sui rifiuti per bar, ristoranti
ed esercizi commerciali, mentre
aumenta il rischio caos, ingorgo
e aumenti per le tasse sulla casa
sotto l’affannoso esame del go-verno. Si prevedono tre mesi di
fuoco da dicembre a febbraio
2014.
Secondo uno studio della
Confcommercio la nuova tassa
sui rifiuti, la Tari, si tradurrà, per
gli esercizi commerciali, in un
aumento dei costi fino ad oltre il
600 per cento. Con il passaggio
dalla Tarsu alla Tari, e i nuovi cri-teri «presuntivi», la nuova tariffa
sui rifiuti, nel 2014 l’incremento
medio dei costi per il servizio ur-bano sarà pari al 290 per cento.
Per un bar l’aumento sarà di ol-tre il 300 per cento, fino ad arri-vare ad una maggiorazione di
circa sei volte per un ristorante
(+480 per cento) e a quasi otto
volte per un negozio di ortofrut-ta (+650 per cento) o una disco-teca (+680 per cento)».
La tassa-rifiuti morderà an-che le singole abitazioni. Secon-do la Uil servizio politiche terri-toriali nel 2013 l’aumento, già
nel passaggio dalla Tarsu alla Ta-res, è stato del 23 per cento. Gli
stessi criteri per la definizione
della Tares-Tari sono cambiati
più volte: fino a che con il decre-to Imu-2 si è anche prevista l’op-zione per i Municipi di applicare
la vecchia Tarsu-rifiuti. In que-sta bagarre di norme alcuni Co-muni non sono riusciti ad invia-re ai contribuenti i moduli per
l’acconto (in scadenza al 30 set-tembre) e hanno posticipato la
scadenza a febbraio. Nel frat-tempo si avvicina il 16 dicembre
quando scade il termine per pa-gare la parte «servizi» di 30 cen-tesimi al metro quadrato per la
Tares-2013.
Stessa incertezza per la casa in
senso stretto. In prima battuta
c’è l’abolizione della seconda ra-ta Imu del 2013 che si pagherà tra
un mese e mezzo, anch’essa il 16
dicembre: il rischio è che si po-trebbe pagare parzialmente la
seconda rata. Si avvicina anche il
16 gennaio data del pagamento
della prima rata della nuova Ta-si-casa che, secondo tutti i calco-li, potrebbe arrivare anche al
doppio della «vecchia» Imu. Si
profila così sull’abitazione un in-gorgo fiscale nei prossimi tre
mesi, dicembre-gennaio-feb-braio, dove si accavalleranno le
scadenze Tares, Imu e Tasi. Con
i contribuenti che, in media una
volta al mese, saranno chiamati
a fare le file o alle Poste o in Ban-ca.
Senza contare che, in attesa
delle revisione completa del ca-tasto, dal 2014 scatteranno in 17
Comuni, tra i quali Roma (Mila-no, Bari e Ferrara hanno già mes-so in atto la misura) le revisioni
delle microzone catastali: a Ro-ma ha riguardato 175 mila abita-zioni che pagheranno una Tasi
più alta.
Decollano anche gli aumenti
delle addizionali comunali Irpef.
Già più di un terzo, circa 970, su-gli oltre 3.000 comuni che hanno
deliberato le aliquote ne ha au-mentato il valore (tra cui Milano
e Napoli). La Capitale dal prossi-mo anno ha avuto la deroga per
l’aliquota Irpef monstre dallo 0,9
all’1,2 per cento. Una quota che
la colloca di quattro punti sopra
il massimo previsto normal-mente per tutti gli altri Comuni
che è fissato allo 0,8 per cento

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