lunedì 25 novembre 2013

Maturità sprint, il liceo si accorcia solo quattro anni per il diploma Il ministro accelera sulla sperimentazione, ecco le prime scuole pubbliche

A
L MOMENTO, gli isti-tuti statali che dal
prossimo anno — il
2014/2015 — potranno atti-vare percorsi quadriennali
per giungere al diploma sono
quattro: il liceo internaziona-le delle scienze applicate Car-lo Anti di Villafranca di Vero-na, l’istituto tecnico econo-mico Tosi di Busto Arsizio, l’i-stituto superiore Majorana di
Brindisi e il liceo classico Flac-co di Bari. Ma in attesa del be-nestare ministeriale ci sareb-bero altre tre scuole campane
e l’elenco potrebbe allungar-si.
Semplice sperimentazione
o preludio dell’ennesima
riforma scolastica a costo ze-ro? Basta infatti compattare in
quattro anni l’orario delle le-zioni previsto per il quin-quennio per diplomarsi a 18
anni o addirittura a 17 anni,
nei casi in cui si è sfruttato
l’anticipo. Un’eventualità
che metterebbe l’Italia al pas-so con quei Paesi europei do-ve l’intero percorso scolastico
termina un anno prima che
da noi. Il liceo internazionale
delle scienze applicate Carlo
Anti di Verona, in luogo delle
4.752 ore previste per l’attua-le percorso di cinque anni,
prevede 4.125 ore di lezione
spalmate in quattro anni e 200
ore di stage. Mentre gli stu-denti che vorranno frequen-tare il liceo classico interna-zionale Flacco di Bari dovran-no sobbarcarsi 4.752 ore in
quattro anni — 6 ore al giorno
per sei giorni a settimana —
più 233 ore di laboratorio e
stage.
«Le sperimentazioni ven-gono autorizzate senza nes-sun criterio, senza nessun pa-rere da parte degli organi
competenti, senza nessun ri-ferimento normativo e senza
nessun limite», tuonano dalla
Flc Cgil. «Basta alzarsi la mat-tina e chiedere l’autorizzazio-ne per ottenerla? E quante
scuole potranno averla: dieci,
venti, cento?», si chiede Do-menico Pantaleo che punta il
dito contro la ministra Maria
Chiara Carrozza. Ma non so-lo. «Tutti i progetti — spiega
Pantaleo — presentano tre
punti qualificanti: l’innova-zione della didattica, il cam-bio di denominazione dei
percorsi ordinamentali in
percorsi internazionali — con
lo studio di più ore di lingua
straniera — e una selezione in
ingresso per reclutare gli stu-denti più motivati e che han-no ottenuto ottimi risultati al-la scuola media. Selezione
che non è prevista dalla Costi-tuzione. Siamo ancora nella
scuola dell’obbligo e non può
esserci nessuno sbarramento
per l’accesso».
«In effetti, il problema della
riduzione da 13 a 12 anni del
percorso scolastico in Italia si
pone. Ma occorre capire —
spiega Ivan Lo Bello, vicepre-sidente di Confindustra, con
delega all’Educazione — co-me vanno distribuiti questi 12
anni. Non credo sia opportu-no ridurre il liceo a quattro an-ni: rischiamo di indebolirlo. E,
considerando le criticità del
nostro percorso, vediamo
meglio un primo ciclo di 7 an-ni e 5 anni di scuola superio-re».
La riduzione dell’intero
percorso scolastico di un an-no, per allinearlo agli stan-dard europei, è contenuto
nell’Atto di indirizzo sulle
priorità politiche per il 2013
che l’ex ministro Francesco
Profumo ha lasciato in eredità
al suo successore. Una opera-zione che, secondo Profumo,
serviva anche a trovare le ri-sorse da destinare al migliora-mento della qualità dell’offer-ta formativa in Italia. Ma i sin-dacati temono il taglio di
20mila cattedre, corrispon-denti ad un “risparmio” di
mezzo miliardo di euro.
Ma come funzionano le co-se in Europa? In alcuni Paesi
— Spagna, Francia, Portogal-lo, Inghilterra e Grecia — la
scuola termina a 18 anni. In al-tri — come l’Italia, la Germa-nia, la Finlandia, la Svezia, la
Norvegia e la Danimarca — gli
studenti si diplomano a 19 an-ni. Nazioni, soprattutto quel-le del nord Europa, che però
ottengono i migliori piazza-menti nei test Ocse-Pis

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