lunedì 18 novembre 2013

“In Campania avvelenata anche l’acqua” il rapporto-shock dei militari americani L’Espresso svela il documento. Ma a Napoli scoppia la polemica

DARIO DEL PORTO
NAPOLI — «Bevi Napoli e poi
muori. Acqua contaminata
ovunque... Nessuna zona è sicu-ra», titola l’Espressonel numero
in edicola questa mattina. In un
lungo reportage, il settimanale
ricostruisce nei dettagli lo stu-dio sull’inquinamento nelle
province di Napoli e Caserta
realizzato dal comando della Us
Navy del capoluogo campano
tra il 2009 e il 2011. Un lavoro co-stato 30 milioni di dollari che ha
prodotto risultati definiti «ine-diti e sconvolgenti» sui quali,
adesso, esplode la polemica. Se-condo gli esperti americani, in
tutta la regione si dovrebbe usa-re acqua minerale «per bere, cu-cinare, fare il ghiaccio e anche
lavarsi i denti». Le istituzioni lo-cali però insorgono. Il Comune
di Napoli replica che l’acqua
erogata in città «risulta control-lata e potabile, i dati delle anali-si sono pubblici e consultabili
sul sito dell’azienda Abc», men-tre la Regione difende la qualità
dei prodotti locali e si dice pron-ta ad azioni legali a tutela «dei
cittadini, dei produttori e delle
istituzioni».
Gli esami sono stati effettuati
su acqua, aria e terreno in un’a-rea di mille chilometri quadrati,
con riferimento a 543 case e die-ci basi statunitensi. Si parla di ri-schi per la salute legati soprat-tutto all’acqua, non solo in tre
“zone rosse” intorno a Casal di
Principe, Villa Literno, (il terri-torio dominato dal clan camor-ristico dei Casalesi) Marcianise,
Casoria e Arzano, dove i rubi-netti pescherebbero da pozzi
contaminati. Presenterebbero
forti criticità anche il 57 per cen-to degli acquedotti esaminati
nel centro di Napoli e il 16 per
cento nel quartiere Bagnoli, non
a causa delle sorgenti ma delle
cattive condizioni delle tubatu-re.
Annuncia un esposto alla ma-gistratura il consigliere regiona-© RIPRO e del Pse Corrado Gabriele, che
chiede se sussistano le condi-zioni per ipotizzare il reato di
procurato allarme e vietare l’u-scita del settimanale. «Legga
l’inchiesta prima di esprimere
giudizi e addirittura chiedere
l’intervento della magistratu-ra», replica la direzione dell’E-spresso, che poi aggiunge: «Il
rapporto conclusivo è stato tra-smesso da diversi mesi alle au-torità italiane ma finora mai re-so pubblico. Pensiamo che far
finta di niente, prendersela con
chi fa informazione invece che
con chi dovrebbe impedire il
traffico di rifiuti tossici gestito
dalla criminalità organizzata
può solo peggiorare la vita di chi
vive in quelle zone e da anni sop-porta le terribili conseguenze
dell’inquinamento». Gli asses-sori regionali Giovanni Romano
(Ambiente) e Daniela Nugnes
(Agricoltura) argomentano:
«Tutte le inchieste sono utili, al-tra cosa è l’uso che si presta a
strumentalizzazioni contro una
terra ricca di prodotti di qualità,
risorse naturali e paesaggisti-che».
Sulla qualità dell’acqua a Na-poli spende parole rassicuranti
l’amministrazione comunale di
Napoli guidata dal sindaco Lui-gi de Magistris, che sabato po-trebbe partecipare alla manife-stazione sulla Terra dei fuochi,
l’area avvelenata dalle ecomafie
dai roghi di rifiuti tossici. L’a-zienda Abc, spiega il Comune,
«effettua quotidiani e numerosi
controlli in diversi punti di pre-lievo del sistema idrico nelle di-verse zone della città che avven-gono parallelamente a quelli ef-fettuati dall’Asl Napoli 1. I con-tatti tra Abd e Asl garantiscono
quindi le cittadine e i cittadini in
merito alla potabilità dell’ac-qua. La tutela della salute e del-l’ambiente è una priorità di que-sta amministrazione», ricorda il
Comune. Non entra nel merito
dell’articolo dell’Espressoil go-vernatore Stefano Caldoro, che
però da Bruxelles ricorda «l’ope-razione trasparenza della Cam-pania sulla Terra dei Fuochi: so-no previsti controlli continui sui
prodotti e faremo protocolli sul-l’assisten

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