sabato 2 novembre 2013

Né maschi né femmine ecco i bimbi del terzo sesso

IVOLUZIONE nella pa-rità dei diritti tra i gene-ri in Germania: da ieri i
genitori di neonati i cui carat-teri sessuali sono incerti, sono
autorizzati a lasciare in bian-co la casella “sesso: maschio o
femmina” nei certificati di
nascita È
UN primo, impor-tante passo avanti»,
dichiara alla Afp Lu-cie Veith, dell’associazione degli
intersessuali. La Bundesrepu-blik è il primo paese europeo a
introdurre una legge simile. A
livello mondiale il precedente
più importante è l’Australia.
«Ma l’importante — aggiunge
Veith — è vietare le operazioni
genitali cosmetiche sui neona-ti e garantire gli intersessuali da
ogni discriminazione».
La legge era passata in gen-naio al Bundestag. Fino a ieri, i
genitori erano obbligati a di-chiarare il sesso del neonato en-tro una settimana dopo il parto.
«La legge è incoraggiante», ci di-ce dietro la copertura dell’ano-nimato la madre di una bambi-na di 8 anni, una piccola «che già
oggi dice di sentirsi sia maschio
sia femmina, gioca più con i ra-gazzi, adora il set Star wars del-la Lego e non le bambole».
Il neonato fu registrato come
bambina, «ma è un intersessua-le, e lo sa», dice la donna. Fino-ra, non vigeva solo l’obbligo di
dichiarare il sesso: i medici con-sigliavano con forte pressing i
genitori a far operare i neonati
per eliminare i caratteri anato-mici più deboli. «Interventi chi-rurgici di questo tipo certamen-te continueranno, sebbene i ge-nitori possano porre il loro ve-to», afferma Silvan Agius, della
Ilga Europa, una Ong per i dirit-ti di omosessuali, transessuali e
intersessuali.
«E’ un’esperienza dura per i
genitori, quando già alla nasci-ta i caratteri sessuali non sono
chiari», sottolinea la nostra in- erlocutrice anonima. «In tali
casi i genitali sono chiaramente
diversi, il bimbo può nascere
con i testicoli in pancia, o con un
pene sotto-dimensionato o un
clitoride più grande. E i cromo-somi disegnano il loro futuro, la
loro tendenza alla scelta di ge-nere che emerge poi con l’ado-lescenza. Noi scegliemmo di di-chiarare il bimbo come femmi-na e fu operato. La nuova legge
è un passo avanti, rende super-flue operazioni sui neonati che
lasciano nel loro animo traum per tutta la vita. Il mio bambino
oggi dice “sono sia maschietto
che femminuccia”, ma le ten-denze maschili sono chiare, più
forti».
La nuova legge è un grande
passo avanti, apre nuove porte,
ma molto resta da definire, ag-giungono le Ong. Non è chiaro
se possa essere interpretata in
modo retroattivo, «una retroat-tività sarebbe molto positiva
per i bimbi intersessuali già na-ti come il mio — afferma la ma-dre della bimba di 8 anni — da-rebbe loro il diritto di scegliere
alla maggiore età o più tardi ver-so quale genere sentono più ap-partenenza». Incalza Lucie
Veith: «Il governo deve adottare
misure per garantire che nes-sun bimbo intersessuale diven-ti vittima di discriminazioni a
causa della nuova legge». An-che il Consiglio d’Europa è in-tervenuto sul tema, esortando
gli Stati membri a «far sì che nes-suno sia spinto a operazioni co-smetiche inutili, rispetto alle
tendenze dei bimbi». Nella sola
Germania, nascono ogni anno
tra i 1500 e i 2000 bimbi inter-sessuali.

Nessun commento:

Posta un commento