giovedì 7 novembre 2013

App Più futili che utili ne usiamo solo tre


è quella per te-nere lontane le
zanzare e quel-la per perdere
peso. Ma anche
le “utilissime” che calcolano il
tempo di cottura della pasta e su-pervisionano la qualità del son-no. Benvenuti nel meraviglioso
mondo delle App. Per poi render-si conto, in pochissimi giorni, che
molto di quello che abbiamo sca-ricato è inutile. E che la second li-fe virtuale serve a poco. Ma c’è di
che consolarsi perché, nella no-stra esistenza di “ appaholic”, sia-mo in buona compagnia. Il 94%
delle App gratuite sono infatti
scaricate e poi cancellate. Il
numero medio di appli-cazioni che resistono
su telefoni o iPad,
secondo una ricer-ca condotta tra ge-nerazione X e Y (tra i 18 e i
44 anni) dalla società  Human
Highway, è invece pari a 24. Di
queste, quelle effettivamente
usate sono una media di 7. Le irri-nunciabili non più di 2 o 3.
Pochissime, dunque. Soprat-tutto considerando la quantità di
applicazioni nella rete. Google
Play, nel mese di luglio, ha rag-giunto il milione di App, mentre
Apple le ha superate in ottobre.
Una iper produzione che ipnotiz-za i  download & try: coloro che
freneticamente scaricano, pro-vano e poi si vedrà. Risultato?
Quasi sempre un colpo di spugna
ripulisce smartphone e tablet. Per
quelle che si salvano, invece, si
entra nel mondo parallelo del mai
più senza. Cambiano le abitudini
dell’esistenza e, chi le sceglie, di-chiara che senza di loro l’uso di in-ternet non sarebbe più lo stesso.
«Chi riesce a far entrare una de-terminata App nelle abitudini co-muni avrà vinto la scommessa col
mercato», spiega Federico Ferol-di, ingegnere informatico che vi-ve a New York e ha lavorato per
Yahoo, Mobango, Fastweb e
Jumpy, «al contrario se dopo una
campagna di marketing tutti sca-ricano l’applicazione ma nessu-no la usa è il fallimento».
Ma quali sono le più amate,
quelle su cui gli italiani si consu-mano il pollice? La regina incon-trastata è Whatsapp che piace al
40% degli intervistati. Il fascino
della chat gratis, non a caso, è
quella che rischia di mandare in
pensione gli sms. Un utente su tre
non rinuncerebbe a Facebook. Le
App riguardanti il meteo conqui-stano il 15% dei meteoropatici.
Per sopravvivere alle pause in
metropolitana o in fila alla posta
trionfano giochi come Candy
Crush Saga e Ruzzle. Instagram è
scaricato dall’8% mentre per il 7%
sono indispensabili navigatori e
mappe. Le ultime tre in classifica,
comunque utili, sono Twitter
(6%), Shazam (6%) e Skype (5%).
Aggiunge Feroldi: «Per avere suc-cesso una App deve dimostrare
una competenza tale da riuscire a
catturare l’attenzione del consu matore più volte al giorno se pur
per pochi istanti». Secondo Laura
d’Amato, ricercatrice di  Human
Highway : «Il rapporto con quello
che continuiamo a chiamare te-lefono non è mutato molto negli
ultimi venti anni. Ma soprattutto
non è cambiata la funzione che
noi gli attribuiamo, di aiutarci
nelle relazioni interpersonali. In-fatti, guardando le App più popo-lari, si vede come aiutano una so-cialità di esseri sempre più soli. Se
una volta la comunicazione era
tra singoli, oggi si rivolge a gruppi
come accade con Whatsapp o Fa-cebook».

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