mercoledì 4 settembre 2013

Turismo Gli italiani non rinunciano al pallone in vacanza con la squadra del cuore

uando la maglia è
in vacanza, il tifoso
parte con lei. A qua-lunque costo. Il tu-rismo da ritiro cal-cistico non conosce crisi: una
camera con vista su Tevez è
meglio di un ombrellone a
Formentera, almeno per chi è
in astinenza da campionato.
«Amore, quest’estate ti
porto a Pinzolo, c’è l’aria buo-na». Oppure a Dimaro, Bruni-co, Chatillon. D’estate, mete e
cucuzzoli da sciatori si popo-lano di gente da stadio, pron-ta a consumare le ferie alla ri-cerca disperata di un auto-grafo, di una foto ricordo, del
primo sorriso del nuovo terzi-no. Quindicimila in Val d’Ao-sta per la Juventus. Seimila a
Dimaro, Trentino, ad acco-gliere il nuovo Napoli, che ha
rinunciato alla domenica li-bera per non scontentare i
suoi fan. Cinquemila agli alle-namenti dell’Inter a Pinzolo,
tremila per la Fiorentina a
Moena, duemila per la prima
uscita della Roma a Riscone di
Brunico. La conta sugli spalti
fornisce i picchi giornalieri,
ma il totale dei viaggiatori con
bandiera è molto più ampio:
la permanenza media è di due
giorni per i più giovani, cin-que per le famiglie, il ricam-bio è continuo. «Il profilo del
turista da ritiro è eterogeneo
— spiega Paolo Manfrini, di-rettore di Trentino Turismo e
Promozione — . In prevalen-za la montagna è una meta
per famiglie, giovani coppie
con bimbi
piccoli che
prenotano
una settima-na: il papà se-gue l’allena-mento e la
mamma spin-ge il passeggi-no nei nostri
sentieri pieni
di verde. Ora
però stiamo
assistendo al
ritorno dei
giovani. La
maggior parte
resta una not-te o due, ma-gari per un’a-michevole.
Ma c’è anche
chi si trattiene
per fare sport:
bike, trekking,
parapendio,
corsa, canoa,
il Trentino è
una palestra a
cielo aperto. E
aiuta a risco-prire il valore
del silenzio».
Per gli al-bergatori,
conta il nu-mero finale di notti vendute:
grazie al calcio, un milione di
stanze occupate, contando
anche club stranieri, squadre
minori e giovanili. Non male,
di fronte a un investimento
complessivo da circa 10 mi-lioni che finiscono nei bilanci
delle squadre di A. La preparazione in altura ossigena i
polmoni, ma anche le casse
dei club e degli esercenti. Sol-tanto a Dimaro la presenza
del Napoli ha generato un in-dotto stimato nel milione di
euro circa. A Chatillon, ricor-da il sindaco Henri Calza, «in
un fine settimana le uscite al
casello sono aumentate del 46 per cento, grazie alla Juven-tus. Addirittura siamo riusciti
a ottenere incassi superiori a
quelli antecedenti la crisi».
Non solo partite e allena-menti, ma anche campus
estivi per bambini, feste di
piazza, merchandising: la
squadra in ritiro è una mac-china da soldi. Affittarla ha un prezzo proporzionale al bla-sone, al bacino di turisti, al se-guito dei media. Per avere la
Juventus serve un milione,
per la Roma 220 mila euro, per
il Bologna non meno di 70mi-la. I grandi club, oltre alla di-sponibilità gratuita di campi,
palestre, alberghi, ottengono
preziosi gettoni, spesso sotto
forma di contratti pubblicita-ri. Chi paga? Enti locali, so-cietà di marketing collegate,
aziende turistiche, associa-zioni di imprenditori, persino
singoli albergatori: a tutti
conviene partecipare alla
spesa. E gli incassi estivi sono
solo una parte dell’affare,
neppure quella principale. Il
vero obiettivo è stipulare lun-ghe partnership con i club,
promuovere iniziative tutto
l’anno, veicolare il marchio
del territorio, ingrassare il bu-siness invernale. Il comune di
Andalo, ad esempio, dal 2010
è tornato a investire nel calcio
con il Bologna: scelta proiet-tata all’inverno, l’Emilia-Ro-magna è uno dei principali ba-cini di sciatori per il Trentino
(per quanto mille tifosi rosso-blù abbiano garantito quasi
seimila notti d’albergo). Sotto
lo stesso profilo, non è casua-le l’abbinamento fra Arco e Ri-va del Garda e il Bayern Mona-co. Quest’anno per i campioni
d’Europa e per Guardiola c’e-rano 5 mila spettatori nelle
amichevoli, 266 giornalisti ac-creditati da quindici paesi di-versi. L’abbinamento va
avanti da tre anni: nell’estate
del 2012 i turisti tedeschi in
Trentino sono stati 1 milione
750 mila e la loro presenza sul
lago di Garda, già molto forte,
ha registrato un incremento
di quasi il 40 per cento da
quando c’è il ritiro dei bavare-si. «Il Bayern Monaco è il no-stro punto di forza principale
per la promozione del territo-rio nel mondo tedesco — spie-ga chiaramente Marco Bene-detti, presidente di Ingarda —
. Non credo ci sia un altro mo-do per intervenire così mas-sicciamente sul mercato

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