mercoledì 18 settembre 2013

Cani e gatti Obesi, stressati, allergici nelle malattie copiano noi

nsiosi, obesi, allergici
a dispetto del nostro
amore: i mali del mil-lennio non rispar-miano cani e gatti.
Principali responsabili delle nuo-ve malattie sono inquinamento,
stress, mangimi promiscui, ma in
cima alla graduatoria ci siamo noi.
«Non capiamo le loro esigenze
etologiche. Alcuni credono suffi-ciente, per il cane, il giro dell’isola-to due volte al giorno. Correre, fiu-tare, sono indispensabili sia agli
esemplari di razza che ai meticci»
dice Piera Rosati, presidente della
Lega nazionale per la difesa del ca-ne. «Poi, per senso di colpa, si ov-via viziando in tutti i modi, anzi-tutto rimpinzando gli animali di
cibo. I ritmi di vita rendono fatico-so cucinare apposta per loro, ma
in molti casi scatole e crocchette
industriali derivano da scarti di
carne, becchi e ossa: sottoprodot-ti di allevamento intensivo impre-gnati di ormoni e antibiotici».
Spirito libero e cacciatore, an-che il gatto trascurato soffre la vita
in appartamento. «Molti padroni
sono incapaci di interagire col mi-cio» spiega Raimondo Colangeli,
veterinario comportamentalista
e vicepresidente dell’Anmvi-As-sociazione nazionale medici vete-rinari italiani. «Anziché rendersi
disponibili al gioco, in risposta al-le richieste d’attenzione dispen-sano croccantini; s’impara così
che a ogni miao segue cibo. Noia,
assenza di stimoli portano cani e
gatti a dormire tutto il giorno». In
mancanza di attività fisica e socia-lizzazione, complice l’alimenta-zione troppo ricca, una moderna
gamma di patologie affligge gli
animali di casa: «Disturbi meta-bolici a carico di fegato e reni, dia-bete, obesità, problemi a schele-tro e muscoli. Per tacere di intolle-ranze, pruriti, dermatiti, depres-sione immunitaria. Lo studioso
Bruce McEwan ha ben descritto
come lo stress protratto possa
mettere in crisi l’organismo».
Nessun incoraggiamento fi-scale per chi abbia animali, nem-meno in caso di adozione al cani-le, mentre le parcelle veterinarie
sono tassate con l’Iva al 21%. Per
prevenire medicine, integratori,
mangimi speciali sarebbe utile
considerare le attitudini delle spe-cie come parte fondamentale del
benessere psico-fisico. Basta pas-seggiare attaccati al cellulare
ignorando il cane, vietato irritarsi
se in ribellione alla forzatura del
jogging Bobby si ferma per sco-Diabete, problemi
allo scheletro e ai
muscoli, dermatiti:
sono i disturbi
più comuni
dinzolare a un amico. Quanti
esemplari vivono poi confinati sul
balcone per timore dei peli sul di-vano? «Se il padrone imparasse
dall’animale tempi e modi dello
stare al mondo eviteremmo guai»
osserva Alberto Brolpito, veteri-nario esperto in medicina natura-le. «I produttori di mangimi recla-mizzano i loro prodotti “bilancia-ti”, ma è una mentalità da fast
food. Follia somministrare sem-pre lo stesso pasto: il secco disi-dratato è comodo, ma rimane un
mangiare da astronauti. Consiglio
cibi il più possibile freschi, sem-plici, vicini alla natura». Alimenta-zione casalinga non significa però
riciclare avanzi di spaghetti o piz-za. «Ogni tanto l’antropomorfiz-zazione si spinge oltre il buon sen-so» dice Massimo Baroni, neuro-logo veterinario. «Cure, attenzio-ni, hanno allungato la vita degli
animali, investendoli però di altri
significati. Qualche volta diventa-no pure oggetto di accanimenti
terapeutici».
Secondo il veterinario Andrea
Rettagliati, approccio omeopati-co, vari disturbi dipendono — co-me per le persone — dai metodi
industriali: «Nei grandi stabili-menti capita che si munga anche
la mucca con la mastite. Su due-centomila litri di latte uno di pus e
sangue si stempera, ma c’è: cane e
padrone diventano intolleranti al
lattosio».
«Parte della famiglia, gli ani-mali ormai siedono alla tavola
umana» dice Ida Procaccini, ve-terinaria a Passo Corese (Rieti).
«Persino mio padre allunga boc-coni alla sua jack russell: lo mi-naccio ma è una battaglia persa.
Giorni fa davanti all’ambulato-rio si ferma il camper del padro-ne di due pazienti, andava in va-canza. “Dottoressa, al volo: il ge-lato ai cani, quante volte a setti-mana? Io dico tutti i giorni, mia
moglie dice tre”. “Mai!” ribatto io
e li guardo partire sconsolati»

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