mercoledì 17 luglio 2013

Nella città a rifiuti zero “Ricicliamo tutto qui l’immondizia è oro” A Capannori, in Toscana, dove la differenziata supera l’80 per cen

APANNORI (LUCCA) — Tutto
merito di un “mago”. Solo nel pae-se delle meraviglie infatti si posso-no vedere scene come questa: alla
stessa ora tutti i cittadini escono di
casa e portano fuori quella che in
troppa parte d’Italia si chiama
“spazzatura” e che qui invece è
stata ribattezzata “risorsa”. Lia ed
Elisa escono dal loro cancello in
via Casalino, posano il sacchetto e
si guardano intorno: tutti hanno
fatto il loro dovere, non c’è uscio
senza il sacchetto marrone del-l’organico. Domani toccherà al
“multimateriale leggero”, poi al
“non riciclabile”, arriverà il giorno
della carta… Meglio tenere il ca-lendario in bella vista, per non
sbagliare. Se dimentichi la conse-gna, non puoi buttare tutto nel
cassonetto, magari di notte. I cas-sonetti, a Capannori, non ci sono
più. Meglio essere puntuali con i
ragazzi e le ragazze che arrivano
davanti a casa, con un’Ape car a
metano, a «prendere la conse-gna».
Si mette a ridere, Rossano Erco-lini, maestro elementare. «Sì, i
miei alunni mi chiamavano mago.
È successo nel 1995, quando c’era
una lotta in tutto il paese contro la
proposta di un inceneritore. Io
compresi che non bastava dire no,
bisognava offrire soluzioni. E così
andai nella mia classe con un sac-co nero di spazzatura e la rovesciai
sulla cattedra. Ecco — dissi — pla-stica e bucce di banana, torsoli di
mela, carta, insalata, legno, pasta
avanzata… Tutta assieme, questa
è spazzatura. Se invece facciamo
una cernita e cominciamo a divi-dere — bucce con torsoli, plastica
con vetro... — diventa una risorsa.
La spazzatura non c’è più». «Sei un
mago», esclamarono i bambini.
Tanti di loro adesso hanno
messo su famiglia e quando pre-parano il sacco per l’Ape car ricor-dano che tutto cominciò allora. Il
loro maestro-mago è diventato fa-moso. In aprile ha ricevuto negli
Stati Uniti il Goldman Environ-mental Prize, definito il “Nobel
per l’ambiente”. Centocinquan-tamila dollari subito impegnati
nell’associazione Zero rifiuti e nel
relativo centro studi. «Il nostro la-voro — dice Rossano Ercolini —
non è stato facile. Come comitato
del no all’inceneritore facemmo
assemblee in città e in tutte le qua-ranta frazioni. Se eliminiamo gran
parte dei rifiuti — questo fu il no-stro slogan — non ci sarà bisogno
dell’inceneritore. La strada è stata
racconta il sindaco Giorgio Del
Ghingaro — ci sia stata una rivolu-zione culturale. Si doveva risolve-re un problema e un territorio si è
trovato unito: adesso 47 mila citta-dini fanno cose mai fatte prima.
C’è una forte partecipazione civi-ca per fare il bene del proprio Co-mune. E questa per me è la politi-ca».
Capannori nel 2007 è stato il
primo Comune ad iscriversi all’as-sociazione Zero Waste, rifiuti ze-ro. La raccolta differenziata con
raccolta porta a porta arriva oggi
all’82 per cento, con punte del 90.
«Arriveremo a zero — dice il sin-daco — nel 2020. Da sei mesi ab-biamo iniziato anche con la “tarif-fa puntuale”: ogni sacco per l’in-differenziata consegnato ai citta-dini ha un chip con il codice del-l’utente. Meno rifiuti consegni,
meno paghi. Ci dicevano che
avremmo speso troppo, con
questo progetto. E invece le
nostre tariffe sono fra le più
basse della Toscana — per
un appartamento di 100
mq con tre persone la tas-sa è di 150 euro all’anno —
e siamo riusciti ad assumere
i sessanta giovani che fanno il
porta a porta».
I rifiuti qui sono una miniera.
Puoi portare ciò che non serve più
in un centro raccolta e già all’in-gresso c’è una cernita. Da una par-te ciò che è davvero da buttare (e va
smontato per recuperare il rame
delle lavatrici, il metallo, il le-gno...), dall’altra tutte le cose che
possono servire agli altri. Ci sono
abiti, mobili, libri, frigoriferi, gio-cattoli che, tramite la Caritas, van-no gratuitamente a chi ha biso-gno. Il progetto Zero Waste coin-volge già anche i privati. C’è un ne-gozio, Effecorta, che non usa im-ballaggi non riciclabili. Olio, vino,
olio vengono imbottigliati sul po-sto. Se vuoi il miele, ti porti il vaso.
Anche detersivi e shampoo sono
sfusi.
Ora i Comuni italiani Zero Wa-ste sono 134 e fra loro c’è anche
Napoli. «Si sono impegnati nella
differenziata — dice Rossano Er-colini — Per ora interessa 250 mi-la cittadini su un milione.
Il sindaco Luigi De Magi-stris ha detto che sarà al-largata ad altri 200 mila
entro la fine di giugno. Gli
impegni vanno mante-nuti». L’ultima battaglia
è contro le cialde per il
caffè. «Se ne consumano
un miliardo all’anno,
nove tonnellate solo qui
a Capannori. Ogni ca-psula contiene dodici
grammi di polvere che
sarebbero utilissimi in
agricoltura. In Califor-nia giovani imprendi-tori ci hanno fatto i sol-di coltivando funghi.
Abbiamo chiesto alle
aziende di fare capsule
diverse, perché ciò che
non è riciclabile o riusa-bile è un errore del produttore». Le
risposte stanno arrivando. A chie-dere la “rivoluzione” ora non c’è
più solo quel “mago” che ancora
oggi insegna alle elementa

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