mercoledì 3 aprile 2013

a bambino ho iniziato a costruire giochi, oggi mi dedico a supporti ammortizzati per barelle e battelli da lavoro

n tempi di crisi ci vorrebbero mille storie come quella di Ezio Menna,
progettista industriale, fondatore e presidente di Stem, società leader
in Europa nella progettazione e realizzazione di supporti ammortiz-zati per barelle installate su ambulanze. Un imprenditore schivo, che
si è fatto da solo, partendo da quello che era il suo hobby fin da bambino.
Costruire e riparare oggetti e giocattoli rotti. «La mia era una famiglia
numerosa, naturale quindi la necessità di costruirsi giochi da soli. Inoltre
mi attraevano le barche prima e le motociclette poi. Insomma, avevo nel
sangue il Dna della progettazione», ricorda.
Menna consegue il diploma di perito meccanico e inizia la sua atti-vità professionale all’interno di una grande azienda di Parma,
la Simonazzi, produttrice di macchine per il settore dell’im-bottigliamento. Una buona scuola, che lo vide anche im-pegnato nell’uffi cio tecnico, ma che date le dimensioni
ben presto fi nì per stare stretta a Menna. Nel 1981 esce
e si dedica in proprio all’attività di progettazione per
clienti terzi come «Studio Tecnico Ezio Menna», da cui
poi deriva il nome Stem.
Casualità della vita, o coincidenze inevitabili,
Menna nel tempo libero si dedicava al volon-tariato, collaborando con il servizio di pronto
soccorso con le ambulanze. A quei tempi si usa-vano veicoli poco ammortizzati, con il risultato
che i pazienti trasportati spesso avvertivano ul-teriori danni e problemi. Menna ebbe l’intuizio-ne: costruire e brevettare un sistema di supporto
ammortizzato unico. Nel 1986 da quindi vita alla
Stem. Ben presto il prodotto venne adottato da molti
costruttori sia in Italia sia all’estero, decretando il successo
della società.
Ma accanto al business delle autoambulanze, il suo forte amore
per il mare lo porta, quasi casualmente, a imbattersi in una
ricchissima diversifi cazione. La progettazione e costruzione di
battelli da lavoro e il pronto soccorso su acqua. «Abbiamo svi-luppato una linea di prodotti speciali, in grado di fronteggiare
qualsiasi situazione estrema, utilizzati per il soccorso in mare o
sui grandi fi umi, e per il trasporto di feriti», spiega. Tra le mu-nicipalizzate che hanno scelto questa tecnologia tutta italiana
vi è la città di Bordeaux, Montecarlo e quella
di Parigi che ha commissionato tre barche
di pattugliamento e pronto intervento sulla
Senna. Così come è in esecuzione in questi
mesi un ordine per il porto di Marsiglia dove
i Marin Pompiers francesi acquistano per la
prima volta da una azienda straniera. Insom-ma, mezzi funzionali e affi dabili per attività
di pattugliamento soccorso e antincendio.
Una crescita costante che nel 2008 vie-ne celebrata con l’inaugurazione del nuovo
stabilimento di Medesano (in provincia di
Parma), proprio in un periodo nel quale ini-ziavano a manifestarsi i segnali della crisi
fi nanziaria ed economica. Una realtà che non
ha in alcun modo impedito alla Stem di cre-scere e sviluppare il suo business. In primo luogo acquisendo
nuove fette di mercato oltre a quello consolidato in Europa, in
Russia, Medio Oriente, Asia.
La chiave di questo successo? «Mai adagiarsi sulle proprie
certezze, cercare comunque sempre di innovare e cercare il
meglio da tutti i collaboratori», sintetizza così la sua ricetta
Menna. Una fi losofi a confermata dai numeri, con oltre il 75%
della produzione destinata all’estero e ordini in portafoglio che
fanno ben sperare per i prossimi anni.
Persona riservata, Menna non ama i trionfali-smi, motivo per il quale preferisce concentrarsi
sempre sul suo lavoro, cercando di imma-ginare quali nuove soluzioni possano aiu-tare i suoi clienti ad avere prodotti più
effi cienti. La cosa di cui va più fi ero?
Il progetto di un esclusivo e complesso
sistema di caricamento barella per una
ambulanza ad uso militare, in grado
di resistere ad ogni defl agrazione, de-stinato all’esercito italiano di stanza in
Afghanistan

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