lunedì 13 gennaio 2014

Regionopoli, l’ultima follia benefit per stress da collega

Q
UANTO vale il fastidio
del dover comunicare ai
colleghi novità sgradite
o respingere le loro istanze? La
Regione Liguria ha assegnato
un valore a questo ruolo con
l’introduzione di un’indennità
di “emotività individuale e impegnative relazioni interpersonali”. Tradotto: 13,02 euro al
giorno. Ma al ministero dell’Economia non è piaciuta GENOVA — Quanto vale sul mercato del lavoro il fastidio, o il dispiacere, del dover comunicare ai
propri colleghi novità sgradite
oppure respingere le loro istanze?
La Regione Liguria è riuscita ad
assegnare un valore a questo
spiacevole ruolo attraverso l’introduzione di un parametro definito indennità di “emotività individuale e impegnative relazioni
interpersonali”. Tradotto in soldoni: 13,02 euro al giorno. Poca
roba, anche se alla fine dell’anno
una tredicesima in più non guasta. Ma al ministero dell’Economia e delle Finanze la politica di
indennità a pioggia per gli impiegati e di promozioni e progressioni di carriera per troppi funzionari e dirigenti non è piaciuta. E lo ha
scritto nero su bianco in un voluminoso dossier che il mese scorso
ha trasmesso alla procura della
Corte dei Conti. E i magistrati che
combattono gli sprechi di denaro
pubblico hanno subito aperto un
fascicolo che ipotizza un danno
erariale, ancora da quantificare.
Dalla relazione degli ispettori
del Mef emerge una pesante critica alla miriade di voci
che consentono di rimpolpare gli
stipendi. Ma
il dossier Liguria è solo il
primo di una
serie che si
inserisce
nella linea di
tagli alla
spesa pubblica e ha nel
mirino i “benefit”, grandi o piccoli, degli statali e dei pubblici dipendenti.
«Complessivamente sono 17 i
rilievi formulati dal Mef — conferma l’assessore al personale
della Regione Liguria Matteo
Rossi, di Sel — ma devo dire che
mi sembra inusuale che due
ispettori del ministero contestino
politiche del personale decise
con legge regionale approvata da
Roma, con parere favorevole di
Aran, l’Agenzia per la Rappresentanza Negoziale delle Pubbliche
Amministrazioni. Mi sembra che
così facendo si riducano gli spazi
di autonomia degli enti locali. Ciò
detto, stiamo mettendo mano a
questo settore. Tra le prime, dovranno scendere sotto i 30 euro
mensili alcune indennità, ad
esempio quella dei portagonfalone (oggi 46 euro al giorno che diventano 154 nei festivi, ndr) e il 27
porteremo in giunta la rivisitazione delle posizioni organizzative
di funzionari e dirigenti».
Le voci che hanno generato le
contestazioni del Mef sono contenute tutte in una delibera di
giunta del gennaio 2013 che regola indennità e compensi per impiegati e funzionari. Quello che
non si può leggere nell’intestazione è che la parcellizzazione di
bonus e riconoscimenti è lo strumento per poter rimpolpare stipendi e motivare il personale.
«Bisogna differenziare — spiega l’assessore Rossi —. Il taglio
delle indennità degli impiegati
andrà a colpire famiglie con basso reddito, dipendenti che con i
bonus arrivano a 1.200/1.250 euro e ora torneranno attorno ai
1.100».
Certo anche negli uffici della
Regione c’era chi malignava su alcuni di questi benefit come quello definito alla lettera “i” per «attività presso la struttura addetta alla gestione del personale o presso
la struttura competente per i servizi di Giunta che comporti... relazioni con l’utenza connotate da
problematiche procedurali,
emotività individuale e impegnative relazioni interpersonali, per
un numero massimo di 25 dipendenti, individuati formalmente
dal Segretario generale. A tali addetti è corrisposta la somma lorda di euro 13,02 per ogni giorno di
effettivo servizio».
Quanto ai funzionari l’assessore Rossi ha un’altra impostazione: «Credo sia giusto a questo
punto tornare a rivedere le posizioni organizzative (incarichi che
garantiscono un extra, ndr) non
come un diritto vita natural durante ma con l’ottica della vera
premialità e della produttività».
Molti di quei 17 rilievi contenuti nel dossier del Mef riguardano il
numero eccessivo di “fattispecie
di responsabilità”, le cui differenze minime possono sfuggire a chi
non è addentro alla sintassi della
burocrazia: “responsabilità di
processo erogativo, coordinamento di un gruppo di lavoro, di
attività istruttoria, di formazione,
di avvio nuove attività, di ispezione”.
La Regione Liguria conta 1.130
dipendenti, 450 dei quali sono
funzionari e un centinaio i dirigenti. Il rapporto troppo elevato
tra il numero dei “capi” e quello
degli impiegati è stato in passato
oggetto di ripetuti rilievi provenienti della sezione di controllo
della Corte dei Conti.
Aldilà dei tagli imposti dalla
spending review il clima non è favorevole neppure alle indennità
minori, quelle che non fanno arricchire ma consentono la pizza il
fine settimana. Certo non sarà facile alla politica imporre queste
rinunce. Tra l’altro proprio negli
enti regionali che in tutta Italia sono investiti dalle inchieste sulle
spese pazze. In Liguria Idv, Pdl e
Udc hanno diversi consiglieri indagati per peculato per spese incongrue nei ristoranti, alle terme,
nei negozi di antiquariato, bottiglierie senza parlare delle immancabili mutandine comprate
con soldi dei cittadini. Indennità
assai più sostanziose di quelle incassate in questi anni dai portagonfalone e dai “signornò” dell’ufficio personale

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