venerdì 3 gennaio 2014

Da Torino a Loreto via libera alle “formule sprint” per prepararsi al matrimonio Boom di pacchetti a pagamento con vitto e alloggio inclusi invece dei dieci incontri

a mappa cambia di
continuo, come quella delle feste alla moda. Il corso prematrimoniale per le coppie
che vogliono sposarsi in una
chiesa cattolica — obbligatorio
per poter accedere al rito — ora è
in versione breve: un weekend,
tre giorni al massimo, compreso
il pranzo della domenica e una visita ai dintorni, invece dei canonici dieci incontri nella parrocchia sotto casa. Qualche sito, come quello del santuario di Loreto,
lo spiega diffusamente e si rivolge ai fidanzati “in situazioni particolari”, per esempio chi abita in
città diverse e non potrebbe frequentare insieme tutte le lezioni.
Qualcun altro preferisce restare
sul vago, e così, telefonando ad
Assisi, si parla di “weekend di preparazione”, che “molti parroci
considerano utili come approccio alle nozze cristiane”. Frate
Paolo Maiello si occupa dei “corsi brevi” a San Gregorio VII, a Roma: «Ci rivolgiamo ai fidanzati
che per motivi particolari non
possono frequentare i percorsi
delle rispettive parrocchie. Accogliamo 16 coppie per volta, più un
massimo di due coppie locali,
ascoltiamo la Parola di Dio e ci
confrontiamo con coppie già
sposate. Poi ognuno torna alla
sua chiesa e racconta ciò che abbiamo fatto insieme». Alle porte
di Torino c’è uno dei Centri Ignaziani: i gesuiti della casa organizzano percorsi personalizzati e residenziali, ai quali si può accedere tutto l’anno. Le materie? Dialogo, identità, fede, insieme a padre
Lorenzo Gilardi. E sui blog le future spose consigliano: «Telefonate, spesso si liberano posti all’ultimo momento, c’è la “formula due più due” e quella di quattro
giorni». La diocesi di Prato ha abbassato il numero minimo di incontri per tutti: ora ne bastano
sei. A Loreto oltre alla tre giorni
residenziale, vitto e alloggio inclusi, si propongono due serate
alla basilica di Santa Pudenziana
per completare il percorso e ottenere il certificato. Anima don
Gianmario Pagano, preferibilmente in inverno quando il flusso di pellegrini si fa meno intenso: si versa un acconto di 200 euro e ci si deve prenotare quanto
prima. Ma non c’è solo la fretta, la
riluttanza di molti (soprattutto
uomini, stando ai blog specializzati in matrimoni, dove lui ha già
una sigla, “fm” che sta per “futuro marito”) a tornare in parrocchia e prendere appunti dopo anni di assenza. C’è anche una platea profondamente cambiata,
come spiega l’Osservatore Romano, a partire dal caso di Milano,
annunciando “un nuovo assetto
dei percorsi di preparazione”.
Sono stati proprio i parroci ambrosiani a reagire per primi: «Nelle nostre chiese, tra quelle che si
presentano per sposarsi, le coppie conviventi sono circa il 95 per
cento. Fra loro circa il 30 per cento ha già un figlio e non di rado è
già sposata civilmente. Recentemente una coppia che accompagnava un gruppo di nubendi nella parte sud della provincia di Milano ci ha descritto la seguente
composizione: su dieci coppie
partecipanti, otto erano conviventi. Fra loro tre avevano almeno un figlio. Una, chiedeva il matrimonio religioso dopo 12 anni
di convivenza e aveva già tre figli».
Per i giovani (se si può usare
questa parola, visto che anche in
chiesa le coppie arrivano in media
lei a 31 anni e lui a 33) concentrati
soprattutto sulla musica da scegliere e su come far quadrare i conti del ristorante, il problema è diverso. Le spose, o “fm” (che sta per
“future mogli”) sono preoccupate
che il parroco sia tollerante ma anche calato nella parte (“Amiche —
scrive elisa82 su un blog — sapete
se c’è da fidarsi di don X? La chiesa
è bellissima, ma mi hanno detto
che durante una celebrazione gli è
squillato il cellulare con la musica
di Maracaibo…”). E per la “preparazione” resta davvero poco spazio. Così qualcuno sceglie il fai da
te: «Noi qui a Padova lo abbiamo
fatto con Frate Tuck, soprannominato così da quello di Robin Hood.
Due incontri e ci ha salutato col diploma: “Per me siete pronti”. Però
stasera viene a cena per provare la
mia famosa pizza». Unico neo: il
corso sotto casa è gratis. Quello
“full immersion” invece no. Che
fare, se si sta già spendendo troppo per abito, fiori e bomboniere?




Padre Enzo Fortunato di Assisi
“Ma quelle lezioni
aiutano a capire”
P
adre Enzo Fortunato, ad
Assisi direttore della rivista “San Francesco
Patrono d’Italia” e del
portale sanfrancesco.org, molte volte è chiamato a rispondere alle lettere inviategli da coppie in procinto di sposarsi. Cosa
dice loro?
«Che arrivare al sacramento
del matrimonio debitamente
preparati è tutta un’altra musica. Ad Assisi arrivano tante coppie a sposarsi. Tutte hanno seguito corsi per fidanzati nelle rispettive diocesi. E proprio grazie
a questi corsi hanno potuto capire cosa significa vivere la vita,
e dunque anche il matrimonio,
con gli occhi
della fede. È
una scoperta, o
una riscoperta
non da poco.
Per questo ritengo che il
corso per fidanzati debitamente frequentato è
un’occasione
unica e da non sottovalutare».
Chi frequenta i corsi comprende davvero il significato
del sacramento oppure no?
«Posso dire di sì. Almeno nei
casi che ho potuto vedere io. E
oltre a scoprire il significato del
sacramento si rafforzano in vista
delle difficoltà che inevitabilmente dovranno affrontare nella vita. Il corso serve anche a questo. A prepararsi a una vita di
gioia ma anche di inevitabili
ostacoli da superare. Nella rivista dedicata a San Francesco lavorano dei ragazzi. Alcuni di loro erano conviventi. Insieme abbiamo fatto un percorso che li ha
portati a scegliere il matrimonio
e a vivere successivamente questo sacramento nel mondo del
lavoro, nel rapporto con gli altri
e non ultimo con se stessi e con
Dio». (p.r.)
© RIPRODUZIONE RISERVATA
Padre Enzo
Fortunato
Le iniziative
ROMA
Nella chiesa
San Gregorio
VII Papa al
Gelsomino di
Roma si fanno
corsi prematrimoniali sprint
per 16 coppie.
Durata: un solo
week end
TORINO
Il Centro
Ignaziano di
Spiritualità di
Torino offre
due formule:
un corso da 4
giorni e l’altro
da 2+2 con
percorsi
“personalizzati”
ANCONA
La Basilica
della Santa
Casa di Loreto
offre corsi di
tre giorni, vitto
e alloggio
compresi.
Costo per
coppia: 250
euro
URBINO
All’Eremo di
Caresto il corso
prematrimoniale breve dura
dal venerdì alla
domenica.
È valido se è
stato
autorizzato dal
proprio parroco
I numeri
210.082
MATRIMONI
Nel 2012 sono stati
celebrati 210.082
matrimoni secondo
l’Istat. I riti civili sono
aumentati del 7,8%
123.428
NOZZE IN CHIESA
Le nozze celebrate
con rito religioso nel
2012 sono state
123.428, pari al
58,8% del totale
74,9%
RECORD AL SUD
Nel 2012 il 74,9% dei
matrimoni al Sud è
stato celebrato con
rito religioso. Al Nord il
46% e al Centro il 50%
95%
CONVIVENTI
Secondo la diocesi
di Milano, nelle grandi
aree urbane, il 95% dei
conviventi frequenta
i corsi prematrimoniali
1 su 5
FORMULA SPRINT
Una coppia su 5 opta
per la “formula breve”,
ma deve fornire ragioni
valide. Il corso normale
dura invece due mesi

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