domenica 23 giugno 2013

SQUILLA IL TELEFONO E LA MULTA SPARISCE: ECCO I FURBI DI ROMA DA STORACE AL GRUPPO DI AN, PASSANDO PER POLITICI LOCALI E DEPUTATI. L’ELENCO DEI VIP CHE SI SONO FATTI TOGLIERE LE AMMENDE DA VIGILI URBANI COMPIACENTI

leria Pacelli
C’
è Francesco Sto-race, le auto in-testate ad Al-leanza naziona-le, il Consiglio Regionale del
Lazio e una nutrita schiera di
pidiellini. Tutti citati nella lista
tenuta segreta per lungo tem-po nei cassetti dell'ufficio con-travvenzioni del comune di
Roma. Sono 1500 nomi, molti
eccellenti, che negli anni han-no avuto il privilegio di non
pagare le multe prese mentre
sfrecciavano con le loro auto
nelle strade romane. Quella li-sta però è finita agli atti del-l'inchiesta della procura di Ro-ma, che ha richiesto già il rin-vio a giudizio per quattro vigili
urbani ed un geometra accu-sati di concussione per la vi-cenda delle presunte mazzette
chieste ai fratelli Bernabei, ti-tolari di una enoteca a Traste-vere, dietro la minaccia di una
serie di controlli subordinati
ad un abuso edilizio. Il docu-mento integrale che Il Fatto
possiede riporta ben 1500 no-mi di persone che hanno avuto
il privilegio di non pagare le
multe. Amici di amici, politici,
imprenditori, ma anche gente
comune che approfittava non
si sa in cambio di cosa. Accan-to ai nomi, nella lista, non è
scritto l'importo esatto della
contravvenzione, ma sempli-cemente “verbale improcedi-bile”. Teoricamente, spiegano
gli inquirenti, le dichiarazioni
di improcedibilità nascono
dalla contestazione di cittadi-ni, ma di quel carteggio non c'è
più traccia. Di conseguenza,
non c’è possibilità per i ma-gistrati di agire contro i citati
anche perché chiunque po-trebbe asserire che si tratti di
un omonimo.
E così scorrendo la lista, spun-tano nomi eccellenti. Il primo
è Francesco Storace , candida-to leader de La Destra per le
scorse elezioni per la presiden-za della Regione Lazio, dove è
uscito sconfitto da Nicola Zin-garetti. Addirittura Alleanza
Nazionale ha fatto cestinare
una multa presa da un auto in-testata al partito.
Stesso discorso per qualche di-pendente del Consiglio regio-nale del Lazio, che ha appro-fittato del privilegio molte vol-te. Sono quaranta le multe in-testate ad auto del Consiglio
regionale.
E ancora. Nella lista c'è anche
Manuela Di Meglio, moglie di
Alessandro Cochidelegato allo
sport del comune di Roma,
che si è fatta annullare quattro
multe; Giovanni Serra, diretto-re del dipartimento mobilità e
trasporti del comune di Roma;
Monica Tagarelli , segretaria
del delegato allo Sport, e Clau-dio Giuliani , ex consigliere VII
Municipio per la lista civica di
Rutelli.
Esce fuori anche una multa in-testata a  Nazzareno Cecinelli,
segretario generale del consi-glio regionale Lazio. Cecinelli
è finito al centro delle crona-che pochi mesi fa perché la
proroga della sua nomina in
Regione sarebbe avvenuta in
violazione delle disposizioni
legislative sull'affidamento di
incarichi dirigenziali a tempo
determinato. Proroga decisa
dai membri dell'Ufficio di Pre-sidenza della Regione Lazio,
come Mario Abbruzzese, pre-sidente, e Isabella Rauti -con-sigliere e moglie di Gianni
Alemanno- che insieme ai col-leghi è finita nel registro degli
indagati per concorso in abuso
d'ufficio.
Anche i membri del pdl non
disdegnavano la pratica che
regnava sovrana all'ufficio
contravvenzioni del comune.
Come l'onorevole Sestino Gia-co m o n i  appena rieletto nella
circoscrizione di Lazio1. A se-guire  Fabrizio Di Stefano , in
passato consigliere comuna'Abbruzzo, ex pdl, poi passa-to a dicembre 2012 con Igna-zio La Russa. E  Fabio Sabba-tani Schiuma , uno degli esclusi
eccellenti del centrodestra ro-mana alle scorse elezioni. E
per concludere nella lista ci so-no anche i nomi di  Carlo Ori-chuia, dirigente Rai, di Mau-rizio Mattei, ex arbitro, oggi
dirigente della Federazione
italiana gioco calcio,  L u d ov i co
Maria Todini, imprenditore e
padre di Luisa Todini, membro
del consiglio di amministra-zione Rai. E per finire, sono
circa 42 le multe che farebbero
riferimento a Forno Roscioli,
della nota famiglia romana
Roscioli.
I magistrati romani non sa-pranno mai l’importo delle
multe, tantomeno il perchè tilare una lista, conservando-la. Durante la gestione Ale-manno tutto questo era pos-sibile. Molti agivano indistur-bati, altri ne approfittavano.
Le spese, con conseguenze
danno erariale, sono finite sot-to la lente della Corte dei conti
che ha aperto un’indagine.

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