hris Beck è stato per
vent’anni un com-ponente del famoso
Team 6 dei Navy Seal
che lasciò, con un curricu-lum stellare, pieno di rico-noscimenti di grande pregio,
proprio pochi mesi prima del
famoso raid che costò la vita
al nemico Usa numero uno:
Osama bin Laden. Il ritorno
alla vita “civile” significò per
Chris l’inizio di una nuova
impresa che, sicuramente,
non ha richiesto meno co-raggio delle altre, né minore
certezza di sé: diventare una
donna. Kristin Beck, questo
il nome dell’ex Seal oggi, ha
reso pubblica la sua espe-rienza in un libro uscito da
pochi giorni e destinato a fa-re molto rumore non solo in
ambiente militare: “ Wa r r i o r
Princess: a Us Navy Seal’s Jour-ney to Coming Out Transgen-der”.
UN RACCONTO SINCERO, a
volte duro, che percorre le
tappe di una vita segnata dal
desiderio di servire il proprio
paese, con onore, in contrap-posizione a quello di vivere
liberamente la propria ses-sualità, rivelando un’identità
invece nascosta a tutti. “Chris
– spiega Anne Speckhard, la
psicologa che ha collaborato
alla stesura della biografia –
voleva davvero diventare una
ragazza e sentiva di essere
una ragazza e aveva conso-lidato quell’identità già dalla
sua prima infanzia”.
Nonostante tutto, la voglia di
arruolarsi prese il sopravven-to e Kristin decise, non senza
vivere un profondo tormento
interiore, di servire ed even-tualmente morire con onore
sul campo di battaglia perché
quello era il ruolo al quale si
sentiva chiamata. Anzi, i raid
e il pericolo, la responsabilità
di difendere i suoi compagni
e di essere sempre in prima
linea diventarono, in qualche
modo, il “narcotico” per non
avvertire il dolore del suo
sdoppiamento.
Il libro di Beck ha ridato vi-gore al dibattito sul veto an-cora esistente nelle forze ar-mate americane nei confron-ti dei transessuali. L’abolizio -ne del “ don’t ask don’t tell”, in-fatti, ha riguardato esclusiva-mente i gay, lasciando, come
testimonia l’esperienza di
Kristin, ancora nell’ombra
tutti quelli ai quali il libro in-tende dare un sostegno psi-cologico e pratico.
L’esperienza reale di una
donna che per anni ha servito
con onore il proprio paese,
distinguendosi in azioni pe-ricolose e mantenendo sem-pre uno standard impeccabi-le di comportamento è oggi,
grazie alla testimonianza di
Kristin, la prova più evidente
che è tempo per il Pentagono
di compiere un altro passo
avanti nel riconoscimento e
rispetto dei diritti umani.
“Spero che il mio libro – ha
dichiarato l’ex Navy Seal –
possa aiutare in particolare i
giovani ad avere un atteggia-mento più comprensivo nei
confronti dei transessuali”
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