mercoledì 5 giugno 2013

20/05/13 - Ho un figlio, mi dimetto” l’ultimo scandalo dei Legionari di Cristo Usa, si arrende il prete star della tv: lascio la tonaca

ITTÀ DEL VATICANO — Un an-no fa aveva fatto una pubblica e
clamorosa ammissione: «Ho
avuto una relazione con una don-na, dalla quale è nato un bambi-no. Sono profondamente pentito
per questa trasgressione e ho cer-cato di riparare. I miei superiori e
io abbiamo deciso che la cosa mi-gliore per me sarà prendere un
anno per riflettere sui miei dove-ri di sacerdote, senza esercitare
ministero pubblico. Sono vera-mente mortificato per tutti colo-ro che saranno feriti da questa ri-velazione e vi chiedo preghiere
mentre cerco la maniera migliore
di procedere per il futuro». E oggi,
a un anno di distanza, padre Tho-mas Williams ha fatto di più. Ha
scritto direttamente a Papa Fran-cesco chiedendogli di essere di-spensato dagli obblighi dell’ordi-nazione sacerdotale. In sostanza,
la riflessione ha maturato in lui la
decisione di non riprendere più il
proprio ministero. E chiede al Pa-pa di sottoscrivere questa scelta.
Non è altro che l’ultimo capito-lo, l’epilogo, di uno scandalo che
ancora una volta ha colpito un
membro dei Legionari di Cristo,
anche in questo caso un prete
della vecchia guardia legata a pa-dre Marcial Maciel Degollado, il
fondatore degli stessi Legionari
che abusò sessualmente di mino-ri ed ebbe figli da diverse donne.
Nella Legione, padre Williams
non è uno qualunque: 51 anni,
americano del Michigan, dal
2001 al 2007 decano della facoltà
di teologia dell’Ateneo Pontificio
Regina Apostolorum, è un segui-to commentatore per le catene
televisive Nbc e Cbs, un volto no-to, insomma, anche al grande
pubblico.
Certo, la lettera inviata a Fran-cesco, dice anche altro. A ben ve-dere, infatti, è uno dei frutti del-l’operazione di pulizia messa in
campo dal cardinale Velasio De
Paolis, per volere di Benedetto
XVI dal 2010 “commissario”
presso gli stessi Legionari di Cri-sto. Ratzinger, insomma, che nel-la curia romana di Karol Wojtyla
fu uno dei pochi cardinali a non
favorire l’ascesa romana di padre
Maciel che nel 2004 festeggiò nel-la basilica di San Paolo Fuori le
Mura i sessant’anni di sacerdo-zio. Vi andò tutta la curia romana,
vescovi e cardinali compresi. L’u-nico che rimase a casa fu appun-to l’allora prefetto della Dottrina
della fede. Ratzinger chiese a De
Paolis di lavorare sodo per rico-struire dalle fondamenta un isti-tuto religioso vessato dalle colpe
del suo fondatore. In questo sen-so, la lettera di Williams a France-sco, seppure scritta autonoma-mente dal sacerdote statuniten-se, resta figlia del tentativo di De
Paolis di dare ai Legionari una
nuova vita, di portarli fuori da una
condotta fatta di omissioni e co-perture.
I dirigenti dei Legionari erano a
conoscenza delle mancanze di
Williams da tempo, almeno dal
2005. L’ha ammesso in una lette-ra l’ormai ex direttore generale
Alvaro Corcuera, il quale, proba-bilmente non a caso, lo scorso ot-tobre è stato messo a riposo da De
Paolis. Al suo posto, ha spiegato
lo stesso De Paolis, «esercita le
funzioni di direttore generale il
vicario generale, padre Sylvester
Heereman». Assieme a padre
Heereman, De Paolis ha promos-so al vertice della Legione un altro
prete, padre Deomar De Guedes
Vaz, 51 anni, brasiliano. Sia De
Guedes Vaz che Heerman, sono
stati fra i più decisi nel prendere le
distanze dal fondatore quando
vennero alla luce le sue colpe.
Questa decisione li ha portati a
collaborare con De Paolis nella
difficile strada della trasparenza.
A fine 2013 dovrebbe essere con-vocato un capitolo generale nel
quale si dovranno eleggere i nuo-vi superiori dei Legionari e ap-provare anche le nuove costitu-zioni. Allora, si augura il Vatica-no, l’“operazione De Paolis” po-trà dirsi a tutti gli effetti conclusa.

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