domenica 23 giugno 2013

Lo scandalo della marchesa nera

L
a moderna, civilizzata e
multiculturale Inghilter-ra si scandalizza perché un
Lord ha sposato una donna
nera, che quindi diventerà la
prima marchesa nera della
storia del Regno. Sembra una
saga uscita dalla pagine di Ja-ne Austen. Messa in scena
con i costumi, le carrozze e le
livree che fanno andare in
sollucchero gli appassionati
di Downtown Abbey. Invece
è accaduto domenica. La lady
Mary del caso si chiama Em-ma McQuinston e ha sposato
il futuro marchese di Bath
Ceawlin Thynn nella grande
villa della famiglia, Longleat
House, tale e quale al casone
di Downtown Abbey, con il
prato all’inglese, i vialetti di
ghiaia pettinati e la fila dei do-mestici in attesa davanti al
portone.
La ragazza non se la passa cer-to male. È la figlia del ma-gnate del petrolio nigeriano e
sono sempre di più le le fa-miglie di ricchi africani con
un piede a Londra: motivi fi-scali e la ricerca di vite meno
pericolose e di buona istru-zione per i figli.
Tutto sarebbe perfetto: la ra-gazza ricca e il marchese in
declino. Un classico dei fo-gliettoni rosa. Se non fosse
che lei è nera. E gli inglesi, che
sono tanto multiculturali e
aperti di mente e civili quan-do si parla del popolo, lo sono
un po’ meno quando si tocca
l’aristocrazia, una casta di in-toccabili con privilegi e retag-gi (pensate alla camera dei
Lord) fuori dal tempo.
Quindi è successo che il padre
dello sposo non ha per niente
gradito e non ha presenziato
al matrimonio. Di più: lui e la
moglie sono andati a un altro
matrimonio, quello di due
giocatori professionisti di po-lo, in Hampshire.
Ufficialmente sarebbe arrab-biato per come il figlio ha ri-strutturato la casa (rimuo-vendo dei dipinti erotici che
gli piacevano tanto). La verità
è che all’élite britannica la ra-gazza non piace per “le ori-gini etniche e il bac-kground”.
I TABLOID  ci sono andati a
nozze (letteralmente). La spo-sa, 27 anni, ha dichiarato a  Ta -tler: “C’è una questione di
classe e razziale. Non sono su-per permalosa, ma è un pro-blema quando qualcuno ti fa
sentire diverso a causa della
tua etnia”.
Ora, tutto questo potrebbe es-sere derubricato come gossip,
ma diventa una questione più
seria quando si pensa che solo
15 giorni fa a Woolwich due
ragazzi neri hanno preso un
machete e hanno decapitato
un soldato bianco (c’entra la
religione, ma forse non solo).
Oppure se si pensa alla recen-te polemica sull’ingresso di un
solo studente nero a Oxford.
Dalla prestigiosa università
replicarono: “Non è vero, so-no 27, se si considerano anche
i caraibici e le altre etnie”. Ec-co, su un totale di 2.653 stu-denti, dà l’idea della situazio-ne.

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