D’
altra parte, se
vi togliessero
il computer e
Internet, co-sa fareste, in-vece? Quali sono le vittime del
tempo che Facebook e Google
rubano alle vostre serate? Nel-l’ordine: divertimenti in gene-re, soprattutto sceneggiati e
partite in tv, quelle pratiche
che vi eravate portati dall’uffi-cio con l’idea di dargli un’oc-chiata dopo mangiato e anche
un po’ di sonno in più. Con un
occhio a quello che significa
per i flussi di investimento del-la pubblicità, a fare la
classifica ci hanno
pensato gli
ame-ricani, sca-vando nei dati
dei censimenti. La ri-cerca, firmata da Scott Wal-lsten, appare fra i saggi del se-riosissimo National Bureau of
Economic Research, fra studi
sulle insidie della trappola del-la liquidità e indagini sugli zig
zag delle quotazioni azionarie.
Se ne ricava che gli america-ni godono, in media di cinque
ore di tempo libero al giorno
che, per metà, passano davan-ti alla tv. Una quota crescente,
però, preferisce Internet.
Quanti sono? Quelli che su In-ternet vanno per passare il
tempo e non solo per lavorare
o studiare non sono tantissimi
(i dati si fermano al 2011) circa
uno su sei, di più se con l’età
scendiamo agli anni dell’uni-versità e, soprattutto, del liceo.
Per gli studenti, il giro online è
un must, nel 20-30 per cento
dei casi. Comunque, chi sce-glie Internet per il proprio tem-po libero dedica alla rete circa
100 minuti al giorno, un terzo
dei 300 minuti di tempo libero
medio. Sono tanti, visto che, in
quei 100 minuti non rientrano
quelli passati su Internet per
motivi di lavoro o di studio, ma
neanche quelli dedicati a scri-vere o leggere le mail e neppu-re le intense sessioni di video-games. Di più, non contano
neanche quelli passati a vede-re i video nativi di Internet: i
programmi tv trasmessi in re-te, ma anche i video da scarica-re da YouTube. Anche questi
rientrano, nel censimento, nei
programmi televisivi, come i
libri e i giornali letti sul piccolo
schermo vengono comunque
catalogati come tempo speso a
leggere libri e giornali. Sono
cento minuti di vera e propria
vita in Rete. Senza il web, come
li avremmo passati? Be’, è tem-po libero e, dunque, soprattut-to a divertirci. Su 100 minuti,
29 sarebbero stati dedicati a
intrattenimenti di vario gene-re, il grosso (12 minuti) alla tv,
compresi YouTube e la tv su In-ternet. Altri 27 minuti, tuttavia,
sarebbero stati utilizzati, se
non fossimo stati ipnotizzati
da Facebook, per lavoricchia-re un po’ da casa. Dovremo re-cuperare domani mattina in
ufficio, ma, intanto, abbiamo
rinunciato anche a 12 minuti
di sonno. Abbiamo anche per-so sette minuti che avremmo,
altrimenti, dedicato a qualche
lavoretto casalingo e altri 6 che
potevano essere utilmente
spesi nello studiare una lingua
straniera. Per il resto, solo spic-cioli. Se il web non ci avesse
catturato, avremmo dedi-cato 4 di quei cento
minuti a rilassarci sul divano
ad occhi chiusi a pensare ai fat-ti nostri e altri 5 a chiacchiera-re con la vicina di pianerottolo
o a telefonare ad un amico.
Sono gli uomini più delle
donne a cercare rifugio online,
probabilmente anche perché
per le donne è più difficile sot-trarsi all’alternativa di aiutare
altri membri della famiglia, ti-po i bambini a fare i compiti.
Gli uomini, a quanto pare, sa-crificano invece l’istruzione.
Ma davvero il Facebook, Twit-ter, Google sono un magnete a
cui è così difficile resistere? Il
dubbio viene, guardando altri
dati, che non danno l’idea che
spendere online il proprio
tempo libero sia una scelta
particolarmente “trendy” o
“cool”. Il censimento Usa ci di-ce che quelli che più probabil-mente (al netto di tv, videoga-mes, e-mail) accendono il
computer per tirare la serata
sono i neri, seguiti dagli asiati-ci. Bianchi e ispanici vengono
dopo. Facile fiutare qui, alme-no nel primo caso, un proble-ma di soldi. Chi sceglie il com-puter invece della pizzeria o
della discoteca è più facile che
guadagni meno di 30 mila dol-lari l’anno. Sopra questa quo-ta, il ricorso al computer per
riempire il proprio tempo libe-ro scende drasticamente, qua-si alla metà. Chi può permet-tersi di spendere non la trova,
evidentemente, un’alternati-va molto eccitante. Al diavolo
Facebook, andiamo a ballare!
L’intrattenimento online sarà
anche il passepartout al diver-timento del futuro, ma, per il
momento, ha spesso l’aria di
ultima spiaggia.
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